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Galleria d’Arte Contemporanea Filippo Scroppo

Civica Galleria del Comune di Torre Pellice (Torino)

sei in: archivio


 

Archivio eventi e manifestazioni: anno 2018


Le Istruzioni di Giosuè Gianavello
Esposizione di documenti dell'Archivio di Stato di Torino

Dal 29 settembre al 28 ottobre 2018

La locandina della mostra "Le Istruzioni di Giosuè Gianavello

La locandina della mostra "Le Istruzioni di Giosuè Gianavello".

Giosuè Gianavello (1617-1690) è uno dei personaggi più conosciuti e popolari della storia valdese. È vissuto nel terribile secolo delle persecuzioni contro la comunità valdese, che difese strenuamente. Ha scelto la resistenza fino all'esilio, impostogli come prezzo per la pace. A Ginevra, dove si mantenne facendo l'oste, divenne un punto di riferimento per tutti i valdesi cacciati dalla loro terra, per i quali ha scritto le Istruzioni militari in vista del loro ritorno del 1689. Gianavello si è impresso miticamente nella memoria valdese.

Le Istruzioni, scritte e dettate da Gianavello tra il 1685 e il 1689, sono documenti unici, nei quali fornisce indicazioni e consigli ai valligiani per resistere prima all'assalto delle truppe francesi e del duca di Savoia, poi per riconquistare le Valli nel 1689.

Questi documenti storici sono un elemento costitutivo dell'identità del popolo valdese e di queste Valli.

Oggi questi documenti sono conservati nell'Archivio di Stato di Torino, perché all'epoca sono stati intercettati dalla giustizia Ducale o trovati addosso a qualche valdese catturato o ucciso nei combattimenti di quei tragici anni.

Erano lettere e scritti destinati alle Valli valdesi del Piemonte occidentale. Solo pochissimi storici in questi tre secoli li hanno visti e studiati. Questi documenti sono stati riscoperti a metà del 1800 dallo storico Alexis Muston nell'Archivio di Stato di Torino e qui studiati da storici quali Arturo Pascal, Jean Jalla, Attilio Jalla, e più recentemente analizzati da Ferruccio Jalla.

Ora torneranno per la prima volta dopo tre secoli nelle Valli poichè L'Archivio di stato di Torino ne ha autorizzato l'esposizione a Torre Pellice.

Oltre alle Istruzioni saranno per la prima volta esposti una quindicina di altri documenti seicenteschi, fonti indispensabili per ricostruire la vicenda umana e storica di Gianavello.

Il 2017 è stato il quattrocentesimo anniversario della nascita di Gianavello e questa esposizione sarà il coronamento delle tante iniziative che sono state organizzate nelle Valli e a Ginevra. Il progetto ha il supporto dell'Amministrazione Comunale di Torre Pellice che ha messo a disposizione per l'esposizione la sala della Galleria Civica Scroppo e che si farà carico delle spese di assicurazione dei documenti, come richiesto dall'Archivio di Stato. Aderiscono a questo progetto il Centro Culturale Valdese, la Società di Studi rorenghi, La Società di Studi Valdesi, il gruppo Janavel2017 e l'associazione Una Torre di Libri di Torre Pellice.

Documentazione ed approfondimenti


Mostra "Charles Rollier" a cura di Erberto Lo Bue

Dal 16 giugno al 9 settembre 2018

La locandina della mostra "Charles Rollier" a cura di Erberto Lo Bue

La locandina della mostra "Charles Rollier" a cura di Erberto Lo Bue.

Questa mostra, dedicata all'opera del pittore Charles Rollier (1912-1968) in occasione del cinquantenario della sua scomparsa, è la sua prima personale in Italia dopo quella tenuta nel 1956 alla Galleria del Naviglio a Milano. Nato a Milano in una famiglia protestante originaria della Svizzera francese, Rollier frequentò dapprima il ginnasio e poi l'Accademia di Belle Arti di Brera, e fra il 1938 e il 1952 compì tre soggiorni in Francia. Trasferitosi in Svizzera, approfondì il suo interesse per la religiosità asiatica, soprattutto indiana e tibetana, in particolare quella del buddhismo esoterico, in cui l'unione fisica di un praticante dello yoga con una compagna è fondamentale.

Trascorreva l'estate nella sua dimora a Torre Pellice e si considerava autore di dipinti religiosi, in cui il corpo della donna è centrale.

Il suo stile è per lo più riconducibile all'espressionismo astratto, e il critico Rainer Mason lo considera il maggiore pittore svizzero del XX secolo attivo a Ginevra dopo Ferdinand Hodler.

L'assessorato alla cultura del comune di Torre Pellice ed il comitato artistico della Civica Galleria Scroppo hanno ritenuto importante "riportare" a Torre Pellice l'interessante lavoro di un artista che partendo dalle sue origini protestanti si è poi aperto verso un pensiero esoterico orientale.

La mostra è stata curata dal Prof. Erberto Lobue, docente di storia dell'arte indiana, himalayana e tibetana, e tibetano classico e membro del comitato editoriale del Tibet Journal, dell'International Association for Tibetan Studies, e della Société Européenne pour l'Étude des Civilisations de l'Himalaya et de l'Asie Centrale, "Guest rearcher" al Dipartimento di Storia della Corte al Museo del Palazzo Imperiale di Beijing.

La conoscenza delle opere di Charles Rollier da parte del curatore della mostra risale al 1968.

Lo Bue fu infatti incaricato dalla vedova Gisèle Bachmann Rollier alla preparazione dell'inventario delle opere del marito e nell'organizzazione della prima di quattro mostre a lui dedicate, curando una selezione dei suoi scritti nella loro casa a ChêneBourg, nel cantone svizzero di Ginevra.

Si ringrazia la Association Charles Rollier - www.charlesrollier.com


Mostra "Impronte di artiste" a cura di Paola Malato

Dal 24 marzo al 6 giugno 2018

La locandina della mostra "Impronte di artiste" a cura di Paola Malato

La locandina della mostra "Impronte di artiste" a cura di Paola Malato

L'archeologo Dean Snow nelle sue ultime ricerche ribalta decenni di supposizioni archeologiche e riconosce alle donne la realizzazione di gran parte delle pitture rupestri preistoriche. Gli artisti più antichi erano quindi donne. Artiste capaci di sviluppare un pensiero astratto e simbolico.

La Civica Galleria d'Arte contemporanea Filippo Scroppo con questa mostra collettiva "Impronte di artiste", volutamente tutta declinata al femminile, vuole dimostrare l'attualità di questa capacità femminile.

Questa collettiva offre un panorama - certamente non esaustivo, ma significativo - delle proposte di alcune artiste che lavorano nell'area culturale piemontese, invitate a partecipare indipendentemente dall'età, dal percorso formativo e dalle scelte linguistiche e stilistiche personali. L'idea è quella di mettere a fuoco la ricerca artistica contemporanea, affiancando figure dalle esperienze e dai codici creativi anche molto diversi tra loro, con l'intento di analizzare quanto e come l'arte di oggi si incanali nella problematicità del presente.

Ne emergono considerazioni interessanti: una linea concettuale ammorbidita' da un'attenzione nuova al colore, al materiale o al trattamento delle superfici; un astrattismo che concede spunti alla realtà, con toni mistici o lirici; una figurazione mai virtuosa con momenti narrativi, o descrittivi, o evocativi e che mostra, in alcuni casi, un sentimento affettuoso della natura in grado di rivelare superfici e trame inaspettate; un uso della scrittura come segno semantico e insieme grafico che permette di coniugare la parola con la stessa pagina pittorica o scultorea e ne rende più incisiva la lettura.

La mostra ha il sostegno dell'Associazione FIDAPA Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari.


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