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Galleria d’Arte Contemporanea Filippo Scroppo

Civica Galleria del Comune di Torre Pellice (Torino)

sei in: archivio


 

Archivio eventi e manifestazioni: anno 2014


Pieghevole della mostra " LA ROSA BIANCA Parole e immagini di lotta contro il nazismo"

Pieghevole della mostra "LA ROSA BIANCA Parole e immagini di lotta contro il nazismo"

La vicenda dei giovani della Rosa Bianca fu un tentativo di squarciare il ferreo e crudele totalitarismo imposto da Adolf Hitler fin da quando, il 30 gennaio 1933, oltre dieci anni prima, il presidente Hindenburg gli affidò la cancelleria.

Sophie e Hans Scholl, Cristoph Probs, Willi Graf, Hans Leipelt, Alexander Schmorell e il professor Kurt Huber furono fra coloro che, con difficoltà e senza appoggi da parte della popolazione tedesca, si opposero alla mostruosa macchina da guerra e di sterminio del nazismo, per ridare nuova dignità al popolo tedesco. Il sacrificio di questi giovani rese possibile la costruzione della nuova Europa democratica.

Con l'avvicinarsi del 70° della liberazione dal nazifascismo, la loro morte non ci chiede solo il dovere della memoria, ma principalmente l'impegno quotidiano perché quegli ideali di giustizia e libertà continuino a fecondare la vita dei popoli.

Scarica il pieghevole della mostra


20 anni della Civica Galleria "Filippo Scroppo" di Torre Pellice - 1994-2014 - a cura di Luca Motto

2 agosto - 31 agosto 2014

Locandina della mostra "20 anni della Civica Galleria "Filippo Scroppo" di Torre Pellice"

Locandina della mostra "20 anni della Civica Galleria "Filippo Scroppo" di Torre Pellice"

A vent'anni di distanza dall'inaugurazione della sede definitiva della Civica Galleria di Torre Pellice (1994), appare necessario tracciare un riassuntivo profilo storico-artistico riguardante la natura della collezione d'arte contemporanea locale.

Il patrimonio della Civica Galleria di Torre Pellice che conta oggi circa cinquecento opere fra pittura, scultura, disegno, grafica e fotografia si è andato costituendo fin dagli anni Cinquanta.

Filippo Scroppo (Riesi 1910 - Torre Pellice 1993), nel clima dinamico di ripresa culturale che animò gli intellettuali e gli artisti piemontesi durante il dopoguerra, decise di varare nel 1949 a Torre Pellice la prima Mostra d'arte contemporanea (che perdurò per quarantuno edizioni fino al 1991), affiancata da manifestazioni quali l'Autunno Pittorico (1959 -1964) e il Premio Nazionale del Disegno (1963 -1990). Lo scopo era di fornire una tempestiva informazione ed un'aggiornata documentazione sulle più avanzate ricerche nel campo dell'arte contemporanea.

Grazie alle generose donazioni di artisti, collezionisti e galleristi e attraverso le acquisizioni dei disegni e dei dipinti premiati, cominciò a formarsi un nucleo di opere destinato a rimanere in loco per costituire una Galleria stabile.

La collezione fu riconosciuta ufficialmente dal Comune di Torre Pellice nel 1975 come Civica Galleria d'Arte Contemporanea, ma solo nel 1994 venne dotata di una sede permanente grazie all'impegno profuso dall'Associazione Amici della Civica Galleria.

La mostra esibisce al pubblico una quarantina di opere della raccolta suddivise per tendenze artistiche e filoni espressivi. Al di là da ogni ambizione di sistematicità e completezza, il percorso espositivo, che si snoda dal secondo dopoguerra agli anni Ottanta del Novecento, rappresenta una linea guida che percorre e inquadra la collezione civica, e senza intenzioni esaustive propone alcune personalità rilevanti che hanno operato nel contesto artistico piemontese.

Una sezione iniziale presenta i lavori di artisti che nel secondo dopoguerra proseguirono la loro ricerca artistica in ambito figurativo e include anche quella pittura che pur mantenendo il riferimento realistico risentì dell'affermazione dell'arte astratta (Francesco Menzio, Enrico Paulucci, Carlo Levi, Daphne Maugham Casorati, Giulio da Milano, Luigi Spazzapan). Un linguaggio pienamente astratto è delineato invece dall'indirizzo concretista del MAC torinese (Albino Galvano, Filippo Scroppo).

Si snoda poi un percorso separato sia dalla tradizione del naturalismo mimetico, sia dall'astrazione geometrica: il filone dell'Informale (Pinot Gallizio, Sergio Saroni, Piero Ruggeri, Giacomo Soffiantino, Mario Merz, Michelangelo Pistoletto, Gino Gorza).

La sezione successiva affronta l'approccio artistico legato al clima Pop (Antonio Carena, Ugo Nespolo, Piero Gilardi). In mostra anche le ricerche dell'Arte programmata (Renaldo Nuzzolese, Giorgio Nelva, Nino Aimone, Paola Levi Montalcini, Piero Rambaudi, Claudio Rotta Loria) e della Pittura analitica (Giorgio Griffa, Marco Gastini, Marcolino Gandini).

In occasione dell'inaugurazione della mostra verrà presentato il catalogo che propone un saluto introduttivo dell'Assessore alla Cultura, Maurizia Allisio e i saggi di Andrea Balzola, Maurizia Manassero, Pino Mantovani e Luca Motto.

La realizzazione della mostra e del catalogo è resa possibile dal contributo della Regione Piemonte e della Cassa di Risparmio di Saluzzo.

Scarica la locandina della mostra


Arte Gemella - Artisti a confronto, Torre Pellice / Mörfelden-Walldorf

28 giugno - 20 luglio 2014

Locandina della mostra "Arte Gemella - Artisti a confronto, Torre Pellice / Mörfelden-Walldorf"

Locandina della mostra "Arte Gemella - Artisti a confronto, Torre Pellice / Mörfelden-Walldorf"

Artisti in mostra

  • Ingeborg Gohlke
  • Celia Haberkost
  • Reiner Kemmlen
  • Otto Shaffren
  • Orietta Brombin
  • Daniele Gay
  • Andrea Nisbet
  • Guy Rivoir

Scarica il depliant della mostra


Paola Mongelli - Il bianco e il nero

29 marzo - 21 giugno 2014

Locandina della mostra "Paola Mongelli - Il bianco e il nero"

Locandina della mostra "Paola Mongelli - Il bianco e il nero"

La fotografia "artigianale", o meglio la fine-art, approda alla Galleria "Filippo Scroppo" di Torre Pellice: in mostra quindici anni di lavoro dell'artista torinese Paola Mongelli. Dal 1998 ad oggi la mostra ripercorre le tappe più significative del suo operato, un percorso nell'immagine autentica del "bianco e nero" che si sviluppa dalle fotografie di viaggio e di soggetti naturali, ai ritratti ed alle installazioni.

Tutte le opere esposte - circa 130- sono originali provenienti da negativi; le stampe, in tiratura unica, sono realizzate con i tradizionali procedimenti chimici di camera oscura che l'artista propone con intensa abilità.

Le fotografie spaziano dal formato 13x18 al 30x40, sono suddivise in cicli tematici e per la prima volta vengono mostrate al pubblico come corpus unico, riunendo opere note ed inedite.

Una delle opere esposte

Una delle opere esposte

Paola Mongelli si laurea negli anni Novanta in Scenografia all'Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dove frequenta i corsi di fotografia del maestro Giorgio Avigdor ed intraprende una ricerca attraverso l'immagine fotografica in bianco e nero, sperimentando in modo personale le tecniche di stampa fine-art.

Nelle sue opere recenti si è espressa anche attraverso disegni e performance, concentrandosi su tematiche legate al volto, allo sguardo e alla sfera delle sensazioni.

All'impegno artistico affianca dal 2008 l'attività didattica. Numerosi i seminari e i corsi in ambito universitario in materia di fotografia e di educazione alla visione.

La mostra è organizzata in collaborazione con il Coordinamento Donne Val Pellice, con il contributo del Comune di Torre Pellice e della Regione Piemonte.


GINO BALZOLA - IL PITTORE CHE SCALAVA LE MONTAGNE

11 gennaio - 28 febbraio 2014

Locandina della mostra "Gino Balzola, il pittore che scalava le montagne"

Locandina della mostra "Gino Balzola, il pittore che scalava le montagne"

Disegna e dipinge le montagne che frequenta e il loro ambiente naturale, alberi e fiori, ma il suo interesse si concentra soprattutto sulle "architetture tradizionali alpine", studiando in modo molto approfondito e ritraendo dal vero lo straordinario patrimonio architettonico delle case di montagna, in pietra e legno, delle valli valdostane, piemontesi, lombarde e trentine. In città la sua attenzione si sofferma sulle case in demolizione del dopoguerra, sui muri stratificati di tracce umane, sui paesaggi periferici e poi, dal 1964 al 1976, sui "giochi di bimbi" in città, dove i bambini - unica presenza umana in tutta l'opera di Balzola - sfidano con la fantasia e il gioco il disagio dell'ambiente totalmente artificiale e cementificato delle periferie e degli agglomerati metropolitani. Su questo tema Balzola organizza anche numerose iniziative nelle scuole e sul territorio, ed è invitato a realizzare alcune importanti mostre personali in Musei d'arte moderna del sud America.

Una delle opere esposte

Una delle opere esposte

Amico di molti intellettuali e artisti che animano la scena culturale italiana (Mila, Fo, Cavallo.), Gino Balzola concepisce l'arte non solo come strumento di espressione creativa, ma anche come strumento di impegno civile e di interesse antropologico. La sua attività artistica, interrotta nel 1983 da una malattia incurabile, si conclude con l'esplorazione e la rappresentazione degli "orti urbani" (tra 1979 e 1982) che occupano spesso abusivamente gli hinterland metropolitani, luoghi dove si esercita l'arte della sopravvivenza e dove bizzarre baracche costruite con i materiali di scarto della società dei consumi rivelano ancora una volta le risorse creative e umane dei più umili.


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